LIBERATECI… il paese è allo stremo.

Quando si dice arrivati al capolinea, è notizia di qualche giorno fa che i nostri amministratori dopo che si sono prodigati a fare la propria campagna elettorale per il consiglio provinciale, hanno ottenuto un risultato a dir poco tristissimo, risultato reso ancora più mortificante per il fatto che hanno avuto trascorsi importanti nei vari organi ed enti provinciali e regionali, davvero una brutta fine di carriera per chi ha fatto politica per più di quarant’anni. A questa disfatta aggiungiamo che l’amico Luigi De Angelis sindaco di Cairano che conta circa duecento abitanti e con molti meno anni di esperienza politica alle spalle, è stato eletto consigliere provinciale proprio nel partito in cui militano i nostri amministratori, il PD.

Ora noi non conosciamo bene le dinamiche interne al nostro consiglio comunale, ma sembra chiaro a tutti che le cose non funzionano, e sembra chiaro a tutti che un’amministrazione che ha per maggioranza e opposizione lo stesso partito politico appare come una brutta anomalia, e sembra chiaro anche che le rivalità storiche tra i rappresentanti di maggioranza e opposizione si abbattono sul paese con i risultati che vediamo. Mi viene in mente quel vecchio proverbio Santangiolese: “Quando gli asini litigano i barili sui loro dorsi si rompono…”

A questo punto un politico normale ed onesto getterebbe la spugna, si scuserebbe con i propri cittadini e darebbe immediatamente le dimissioni, mentre qui da noi no! Qui si continua ad oltranza. Non c’è nulla di male a sbagliare, può capitare, è umano, ma perseverare no! Perseverare è diabolico. Ancora più diabolico è farsi scivolare tutto di dosso, far finta di niente, trattando i propri concittadini come pecore ignare, per la serie: “Io sono io e voi non siete un ca…o”, e per favore non ci dite che siete “il rinnovamento nella continuità” perché è una chiara presa per i fondelli… abbiamo sempre visto nessun rinnovamento e tantissima continuità.

Quarant’anni è un tempo lunghissimo, nessun amministratore dovrebbe durare così tanto, non fosse altro per il ricambio naturale di energie ed idee, proprie di ogni nuova generazione.

Vi facciamo notare che siamo gente tranquilla, non siamo abituati a proteste impattanti, ma adesso siamo arrivati alla fine, il paese è allo stremo e non abbiamo più ottimismo e speranza, questa è una condizione che potremmo dire “disperata” ed il bisogno può costituire un volano che spinge le persone in direzioni inaspettate e a volte drammatiche, perciò ve lo chiediamo con il cuore, fateci un regalo di natale: liberateci!