La Madonna Benois a Perugia: il capolavoro giovanile di Leonardo

madonna benois da vinci perugia

 

La Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia espone la Madonna Benois di Leonardo da Vinci dal 4 luglio al 4 agosto 2019. In occasione del quinto centenario dalla morte del grande genio toscano, l’Ermitage di San Pietroburgo ha concesso il prestito del capolavoro giovanile, dipinto presumibilmente tra il 1478 e il 1480.

L’iniziativa è stata anticipata a giugno con l’esposizione del quadro alla Pinacoteca comunale Bruno Molajoli di Fabriano, nel contesto della XIII Unesco Creative Cities Network Annual Conference. L’esposizione della Madonna Benois a Perugia rappresenta un avvenimento per il mondo dell’arte. Il quadro era stato mostrato all’attenzione del pubblico un’unica volta in Italia, ben trentacinque anni fa.

La Madonna Benois in Italia e il confronto con l’opera del Perugino

L’esposizione della Madonna Benois in Italia alla Galleria Nazionale dell’Umbria mette in evidenza le influenze iconografiche che testimoniano il rapporto amicale intercorso tra Leonardo e il Perugino durante gli anni dell’attività presso la bottega del Verrocchio.

Le opere di Pietro di Cristoforo Vannucci, detto il Perugino, sono in buona parte custodite e messe in mostra proprio alla Galleria Nazionale umbra. In particolare, nella collezione del museo si trovano le opere che il pittore realizzò dopo l’apprendistato fiorentino.

Due giovin par d’etate e par d’amori / Leonardo da Vinci e ‘l Perusino / Pier della Pieve ch’è un divin pittore. Così racconta dei due artisti il pittore Giovanni Santi nelle sue Cronache rimate del 1482.

La Madonna Benois a Perugia e nel cuore dell’arte di Leonardo

La Madonna Benois segna una svolta nel percorso artistico di Leonardo. Rappresenta l’emancipazione di Leonardo dall’influenza del maestro, il Verrocchio. Nel quadro sono disseminati tutti quei tratti e quegli elementi che saranno poi caratteristici del nuovo modo di dipingere inaugurato dall’artista, una maniera moderna che trasformerà i canoni della pittura.

Leonardo ha ventisei anni quando per la seconda volta affronta con pennello e colori uno dei temi religiosi più diffusi e richiesti dell’epoca: la Madonna con il bambino. L’occasione mette alla prova l’ingegno del pittore e lo fa trionfare. Leonardo reinterpreta la figura della Madonna. Nelle linee e nelle forme definite dall’artista la Santa Vergine non è più la ieratica e imperturbabile Regina dei cieli che mostra il suo distacco insuperabile dalle cose terrene.

La Madonna Benois è una donna, una madre che gioca con il suo bambino. Il tema sacro viene raccontato attraverso un filtro umanizzante che non disdegna più l’aspetto emozionale, umano.

Lo racconta con parole significative Tatiana Kustodieva del Dipartimento d’arte dell’Ermitage: «La Madonna è scesa dal trono su cui gli artisti del Quattrocento l’avevano posta e si è andata a sedere su una panca, in una stanza di casa abitata».

La cura dei dettagli e l’iconografia tradizionale

La pittura di Leonardo nel dipinto si concentra sui dettagli che accentuano il realismo e l’immediatezza dell’immagine. L’opera rispecchia il pensiero dell’artista espresso nel Trattato della pittura: «Un buon pittore deve dipingere due cose principali: l’uomo e la rappresentazione della sua anima». Il primo obiettivo è facile, continua Leonardo. È il secondo a complicare le cose.

Nella Madonna Benois, in Italia fino al 4 agosto, si riscontra un’attenzione minuziosa nella resa di particolari come i riccioli della donna, i petali del fiore che porge al bambino, la spilla al centro della scollatura.

L’iconografia tradizionale della Madonna con il bambino prevedeva sullo sfondo una tenda con valore cerimoniale. Nella tela leonardesca il drappo ricopre semplicemente lo schienale della sedia e rimanda a una dimensione di maggiore realismo e quotidianità. Pochi elementi fanno intuire le caratteristiche dell’ambientazione. C’è una finestra sul fondo, luminosa, come lo è l’incarnato della Vergine Maria.

Storia della Madonna Benois, in Italia fino al 4 agosto

La Madonna Benois in Italia al Museo Nazionale dell’Umbria di Perugia è un polo d’attrazione per tutti gli estimatori dell’arte e della figura inarrivabile di Leonardo da Vinci. Qual è la storia di questo capolavoro della giovinezza di Leonardo?

Il suo nome già ci racconta qualcosa. Benois è la famiglia che per quasi un secolo ne fu proprietaria. Acquistò il dipinto ad Astrachan’ nel 1824 da un mercante di nome Sapoznikov. Nel 1914 Marija Aleksandrovna Benois lo vendette all’Ermitage a un prezzo basso rispetto a quello di mercato, purché l’opera rimanesse in Russia.

La Madonna Benois è circondata da un’aura di mistero perché non si sa quali furono le sue avventure e disavventure prima dell’Ottocento. L’attribuzione al genio di Leonardo da Vinci avvenne nel 1908, quando il dipinto venne esposto per la prima volta.

La rassegna è stata organizzata e allestita in collaborazione con il Villaggio Globale International. Si tratta di un’iniziativa che rafforza la collaborazione tra la Galleria Nazionale dell’Umbria e il Museo Ermitage di San Pietroburgo. Frutto del lavoro coordinato tra i due musei sono state l’esposizione della Lavandaia di Jean Siméon Chardin alla Galleria dedicata alle bolle di sapone e quella dell’Annunciazione della Vergine Maria di Piero della Francesca nella pinacoteca russa.

Se non vuoi perdere l’occasione di ammirare la Madonna Benois a Perugia, contattaci. L’albergo diffuso Borgo Sant’Angelo si trova a poco più di mezz’ora di macchina dal capoluogo umbro. Offre tranquillità e comfort in un borgo medioevale immerso nella campagna.

× Possiamo aiutarti?