Fabriano in acquarello 2019: la carta e la storia

Fabriano in acquarello 2019 la carta e la storia

La carta è fatta per essere scritta, ma anche disegnata e colorata. Lo impariamo bene da bambini, poi lo dimentichiamo. Gli artisti, invece, mantengono vividi i ricordi dell’infanzia e da lì traggono linfa per dare anima e corpo alle tecniche più varie. Tra queste c’è la pittura ad acqua su carta, il cosiddetto acquerello. Dal 2010 ogni anno Fabriano celebra la sua carta e la sua storia attraverso questa modalità espressiva tipica di chi viaggia e dipinge all’aria aperta. La piccola cittadina della provincia di Ancona, nelle Marche, apre le sue porte a pittori che provengono da tutto il mondo.

Dal 25 al 29 aprile si tiene la decima edizione di Fabriano in Acquarello, un evento organizzato dall’associazione InArte che proietta le menti su orizzonti internazionali e ricorda i legami profondi del borgo con la carta, un materiale mitico, un oggetto significativo della storia dell’umanità.

In Europa, la storia della carta inizia a Fabriano. Infatti, la città diviene celebre per la sua produzione nel XIII secolo. Seconde solo a quelle della Spagna islamica e della Catalogna, le cartiere fabrianesi portano innovazioni nel settore: l’invenzione della pila idraulica a magli, quella della filigrana e quella della collatura con gelatina animale. Nel XVIII secolo avviene l’unificazione dei diversi laboratori artigiani del territorio di Fabriano. Il 1782 è l’anno di nascita della cartiera fondata da Pietro Miliani, che continua tutt’oggi la sua attività.

 

Fabriano e la carta: storia di un idillio

L’invenzione della carta risale al II secolo d.C. e viene dalle terre lontane della Cina. Dopo le avventure di un intero millennio raggiunge l’Italia, portata dagli Arabi, nei territori quasi a metà dello stivale, dove la gamba si fa più robusta, e nell’entroterra delle Marche sorge Fabriano. L’etimologia del nome è forse Faberius, il proprietario terriero medioevale che erige la città, oppure l’unione di Faber, “fabbro”, con Ianus, cioè Giano, il fiume che attraversa il borgo.

Lo stemma cittadino raffigura proprio un fabbro intento a battere il ferro. Parallelamente al fermento delle attività siderurgiche, nel Duecento Fabriano e la carta diventano storia. Le innovazioni tecnologiche introdotte dagli artigiani fabrianesi migliorano la qualità della carta e la rendono finalmente adatta a sostituire la pergamena nei documenti ufficiali.

Dal XIII al XVI secolo le gualchiere costruite lungo il fiume Giambo portano ricchezza e benessere alla città e Fabriano viene considerata la capitale europea della carta. Con l’arrivo del XVII secolo i cartai marchigiani della cittadina affrontano un periodo di crisi. Le cartiere sono di proprietà del clero e dei nobili. Il pagamento degli affitti da parte dei gestori infligge un duro colpo al bilancio complessivo e non permette di fare investimenti per stare al passo con le innovazioni straniere. Pietro Miliano capisce queste difficoltà nel secolo successivo, il Settecento dei lumi e della rivoluzione industriale.

 

A Fabriano la cartiera più famosa d’Italia

Grazie all’iniziativa e alle capacità di Pietro Miliani nasce a Fabriano la cartiera più famosa d’Italia. Dipendente di Antonio Vallemani, Miliani propone al nobile un accordo societario e riceve risposta affermativa. La nuova gestione del lavoro parte il 15 febbraio 1782. Grazie alla sovvenzione del Vallemani, Miliani rinnova completamente l’attività e la riporta al suo antico splendore.

La storia della carta di Fabriano riprende il suo percorso a gonfie vele per traghettare il lavoro artigianale ai ritmi serrati della produzione industriale, senza perdere il valore aggiunto delle tecniche tradizionali.

 

Fabriano e la sua cartiera: visita di un luogo storico

A Fabriano la storica cartiera merita una visita. È stato allestito un vero e proprio Museo della Carta e della Filigrana, dove viene ricostruita la storia del territorio che ruota attorno all’attività di produzione dell’oggetto da scrivere e colorare per antonomasia.

 

A Fabriano in Acquarello l’arte su carta è nella storia

Partecipare alla manifestazione annuale di Fabriano in Acquarello è un’opportunità per scoprire una tecnica pittorica fresca e versatile in tutte le sue interpretazioni contemporanee e la tradizione della carta, un oggetto precario, vittima del tempo, e paradossalmente eterno.

Le opere esposte all’evento dell’associazione InArte sono 1.200, selezionate tra quelle di artisti provenienti da ottanta paesi diversi. Nel piccolo borgo di Fabriano si respira un’atmosfera cosmopolita. Le opere figurative riflettono le culture locali e portano un po’ dello spirito di ogni angolo del mondo.

 

Borgo Sant’Angelo: confort ed eleganza a pochi chilometri da Fabriano

A meno di trenta chilometri da Fabriano, nel centro storico di Gualdo Tadino in provincia di Perugia, sorge Borgo Sant’Angelo, un albergo diffuso ricavato all’interno dell’antica struttura di un monastero del Duecento. Mattoni e travi a vista, soffitti mansardati, un arredamento dal fascino rustico ed elegante sono gli ingredienti che danno vita all’atmosfera rilassata e accogliente dell’hotel.

Durante i giorni di Fabriano in Acquarello, Borgo Sant’Angelo può costituire una valida base di appoggio, per visitare la manifestazione e le bellezze del territorio dell’Umbria.

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