Alla periferia di Gubbio, la Gola del Bottaccione si presenta come una profonda incisione del terreno con pareti verticali tra il monte Ingino e il monte Foce (chiamato anche monte Calvo), un importante sito naturalistico e scientifico, ricco anche di testimonianze storico-artistiche. Una volta arrivati, da non perdere la visita all’antico acquedotto medievale o Condotto Maggiore.

Si tratta di una tappa obbligata per qualunque turista si rechi in visita in Umbria: Gubbio e la Gola del Bottaccione, a poca distanza dal centro storico. Qui si trova anche l’acquedotto medievale, inaugurato al pubblico nella primavera del 2017 a seguito di un lungo processo di ripristino e messa in sicurezza.

Per gli amanti delle passeggiate consigliamo un itinerario andata-ritorno di circa 3km (1 ora circa), per cui si parte e si ritorna alla Gola del Bottaccione, dove ammirare l’invaso medievale e dove inizia l’acquedotto.

Si tratta di un percorso ad anello che parte dalla Porta di S. Croce nel centro storico di Gubbio, risale la Gola del Bottaccione (20 min circa) fino ad arrivare all’inizio del Condotto (percorribile in mezz’ora). Di seguito, si continua lungo il sentiero che costeggia le mura, prima in breve salita e poi in discesa, il quale conduce presso la Porta di S. Ubaldo (punto di partenza per salire alla Basilica di S. Ubaldo): da qui si può accedere a qualsiasi punto del centro storico di Gubbio (altri 20 minuti circa fino alla Porta di S. Ubaldo), in pochi minuti di discesa durante i quali ammirare il panorama del borgo.

Perché è interessante e curioso visitare, una volta arrivati a Gubbio, la Gola del Bottaccione?

Nelle rocce della Gola è possibile osservare diverse forme di fossili, motivo per il quale è stata soprannominata “archivio della Terra. La Gola è infatti il risultato dell’azione erosiva esercitata in milioni di anni dal torrente Camignano per cui, partendo dalle mura della città di Gubbio, sulle pareti della Gola del Bottaccione è possibile leggere la storia geologica della Terra.

Tuttavia, la Gola è divenuta famosa per un altro motivo, ossia l’alta concentrazione di iridio (metallo raro sulla terra ma comune nello spazio) presente in uno degli strati della roccia: questo portò alla formulazione dell’ipotesi secondo cui la Terra venne colpita da un meteorite e, di conseguenza, provocò un enorme cratere che distrusse interi ecosistemi, portando all’estinzione degli animali presenti. Il sito geologico, quindi, spiegherebbe la causa dell’estinzione dei dinosauri.

Una volta arrivati alla Gola del Bottaccione, è possibile fare una passeggiata sull’acquedotto medievale (o Condotto Maggiore), opera voluta dal Comune di Gubbio nel 1327: il percorso si svolge sul versante nord-ovest del monte Ingino ed il sentiero corrisponde alla copertura dell’acquedotto. Dopo i recenti interventi, l’area risulta risanata e la larghezza della strada percorribile (più di 1mt) consente di procedere senza alcun problema, ammirando lo spettacolo in completa sicurezza.

Dal 1914, la città di Gubbio ha catalogato Gola del Bottaccione e acquedotto medievale come “Monumenti Nazionali”.

È possibile organizzare, rivolgendosi a Borgo Sant’Angelo, un’escursione guidata a Gubbio: anello Gola del Bottaccione (Gola dell’Iridio) – Condotto medievale – Cassero – Gubbio durante la quale il dott. Scavizzi, geologo e guida escursionistica ambientale abilitata per la Regione Umbria, vi spiegherà le particolarità geologiche e storiche del percorso.

  • Tempo di percorrenza: circa 2 ore e mezza – 3, con illustrazione delle particolarità geologiche e storiche del percorso.
  • Periodo consigliato: tutto l’anno

Questo ed altri percorsi da concordare, su richiesta, per trekking su sentiero e didattica geologico-ambientale in tutto il Preappennino di Gubbio e l’Appennino Umbro-Marchigiano.

Gubbio dista da Gualdo Tadino poco meno di 30km ed è comodamente raggiungibile tramite la SS219 in 25min.

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